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LE OPERE

Porta dell'Oltretomba III e IV

2016 Olio su tela - 175x110

Le porte dell’oltretomba sono un motivo ricorrente nell’iconografia funebre etrusca.

Gli schizzi preliminari dei due lavori sono stati realizzati nei cunicoli della Cava buia di Blera (VT). Un cunicolo si sviluppa verso la luce e verso il torrente Biedano, l’altro invece verso le tenebre profonde della roccia.

I due dipinti sono stati creati come una specie di dittico che simboleggia la doppia natura del mondo, espressa nel Pantheon etrusco attraverso la dualità di luce e tenebre, attraverso il legame di coppia tra le Divinità celesti Ctonie.

Hinthial II

2017 Olio su tela - 170x110

 

La parola etrusca Hinthial (ombra, anima) è simile al latino anima e al greco Ψυχή (Psiche), indica l’abitante degli inferi, letteralmente “colui che vive sottoterra”.

Gli schizzi preliminari a questo dipinto sono stati realizzati in una cella tombale etrusca, nel gran tumolo di San Giovenale.

 

La prospettiva nasce dall’interno di una cella sepolcrale con un soffitto a doppio spiovente che apre lo sguardo verso il dromos della tomba. L’interno della tomba riflette la luce proveniente dall’esterno.

Dromos

2014 Olio su tela - 200x150

L’ispirazione del dipinto nasce con la prospettiva di una tomba di Cerveteri, vista dall’interno.

Nei tumuli etruschi il Δρόμος (corridoio), che con una ripida discesa conduce alla camera sepolcrale, veniva ricavato dalla pietra che, tagliata stretta e alta correva tanto più in profondità nel cuore della terra, quanto più agiata e di alto lignaggio era la gens sepolta nella tomba.

Il dromos ebbe nei riti funebri un ruolo importante per la purificazione e il lavaggio rituale dei defunti nella processione verso la cella sepolcrale

Via degli Inferi IV

2017 Olio su tela - 165x195

La Via degli Inferi, situata in una gola fiancheggiata da pareti rocciose, con grotte e tombe, ripercorre la necropoli di Cerveteri (Roma), l’antica Caere etrusca.

L’opera rappresenta la tipologia caratteristica di una via sepolcrale simile ad altre vie cave etrusche legate a delle necropoli rupestri e al mondo ipogeo.

Si tratta di un vero e proprio paesaggio creato per i defunti. I colori del tufo e la vegetazione rispecchiano un ambiente cromatico straordinario; in effetti, per gli etruschi il mondo degli inferi non aveva una connotazione negativa, concezione che subentra invece con il cristianesimo.

Nethuns

2017 2018 Olio su tela - 105x170

Questo dipinto, dedicato alla divinità etrusca Nethuns, è stato realizzato en plein air nella Valle del Fiora, davanti ad un paesaggio, un cunicolo scavato nella roccia e a un ponte di origine etrusca nei pressi di Sovana (Grosseto).

Prima di essere assimilato al Dio greco del mare Poseidone, l’etrusco Nethuns era un antico Dio delle acque, delle sorgenti e dei fiumi, cui veniva attribuita la forza zampillante delle fonti.

Cell Ati e Vei

2018 Olio su tela - 105x35

Questi dipinti dedicati alle divinità etrusche Cel Ati (Madre terra) e Vei (Demetra) sono stati dipinti sul posto nelle vie cave di Sovana.

Le vie cave etrusche sono strette e profonde fenditure scavate nella roccia, sembrano simboleggiare percorsi iniziatici, come se attraverso la morfologia del terreno fosse creato un paesaggio mitico in cui la discesa verso gli inferi collega il modo dell’oltretomba al mondo di mezzo dei viventi e alla sacralità luminosa di altari panoramici.

Nekropolis

2013 Olio su tela - 120x100

Le necropoli etrusche, dal greco Νεκρόπολις “città dei morti” erano luoghi che spesso dal punto di vista paesaggistico erano concentrati nelle forre, le voragini di un territorio, in posizioni complementari alla città alta, la città dei viventi che era la sommità dell’acropoli.

L’ispirazione del dipinto nasce a Cerveteri, nella necropoli della Banditaccia

Turms

2018 Olio su tela - 200x130

Questo dipinto, ispirato al paesaggio etrusco della necropoli di San Giovenale, è dedicato alla

Divinità etrusca Turms, corrispondente a Hermes, messaggero degli Dei nella mitologia greca. Turms era

una Divinità gemella legata al mondo degli inferi e a quello degli Dei celesti.

In questo senso anche la disposizione geomorfologica delle tombe nel paesaggio di questa necropoli esprime un dialogo tra la profondità degli abissi e le rocce sporgenti che sorgono come colonne.

Aequinoctium Vernum

2017 Olio su tela - 120x200

Questo dipinto, destinato a simboleggiare il momento del solstizio di primavera, nasce con degli schizzi realizzati nel Lago di Bolsena accanto all’isola Bisentina.

 

Nello stesso modo come l’evento della resurrezione del sole dal mondo infero verso l’eclittica superiore corrisponde a un cammino in salita, così la linea ascendente nella composizione del verde della vegetazione richiama la forza ascendente nella rinascita del ciclo perenne della natura.

Turan VI

2017 Olio su tela - 170x100

Turan, la dea etrusca della fertilità – il suo nome significa “colei che da”, “colei che dona” –, veniva celebrata come divinità protettrice e, analogamente alla greca Afrodite, anche come dea dell’amore.

Gli schizzi preliminari al lavoro hanno avuto origine dalla prospettiva verso il dromos e l’interno di una tomba etrusca, collegata a un santuario ipogeo di grandi dimensioni ricavato nella roccia nei pressi di Poggio Buco (Grosseto).

Turan

2017 Olio su tela - 170x105

Il dipinto dedicato alla Dea etrusca Turan, raffigura un santuario rupestre con delle vasche lustrali, scoperto

dall’artista nel Parco archeologico Marturanum, a Barbarano Romano (Viterbo), vicino alla tomba etrusca della famiglia Thansinas.

 

Il dipinto parzialmente realizzato sul posto, evidenzia una delle pietre lavorate con arcaiche vasche lustrali e riflessi di luce sull’acqua.

Thalna VII

2018 Olio su tela - 170x100

Thalna era la Dea etrusca del parto, appariva spesso in compagnia di Tinia, il Dio del cielo.

 

Il suo nome, corrispondente all’attica Hore Thallo, deriva dal greco θάλλω, fiorire.

Gli schizzi preliminari al lavoro sono stati realizzati nei pressi di Poggio Buco (Grosseto) con la prospettiva

verso il dromos di una tomba etrusca vista dall’interno.

Nortia

2016 Olio su tela - 105x170

Questo dipinto dedicato alla divinità etrusca Nortia, nasce con degli schizzi realizzati nel Lago di Bolsena

accanto all’isola Bisentina e con la prospettiva verso Bisenzio.

Nortia era la Dea etrusca delle acque, il cui luogo centrale di culto era Volsinii novi, connessa anche al destino e come tale assimilata alla Dea Fortuna.

Caere, via sepolcreale VII, VIII, IX, XI

2018 Olio su tela - 46x30

I dipinti nascono davanti al soggetto de La Via degli Inferi en plein air; è un importante lavoro sul posto per cogliere la magia del luogo.

 

Raffigurano prospettive simili in luci diverse di un soggetto dinamico, quale il paesaggio, nella sua geomorfologia.

 

Questa Necropoli rispecchia un vero e proprio paesaggio creato per i defunti; i colori del tufo e la vegetazione rispecchiano un ambiente cromatico straordinario