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LA MOSTRA

La mostra

L’artista tedesco Michael Franke presenta negli spazi espositivi del Vetrya Corporate Campus la mostra Antron. Paesaggi etruschi. Genesi pittorica dell’Europa creata per la Città di Orvieto.


Ispirata al mondo etrusco, vuole portare lo sguardo verso un popolo scomparso, le cui impronte rimaste nel paesaggio, sono la testimonianza di una spiritualità rivolta verso gli elementi e il sacro della natura.


Ántron è un viaggio che l’artista ha compiuto entrando nelle grotte, camminando lungo le vie cave, addentrandosi negli squarci profondi scavati nella terra: un viaggio pittorico nell’anima dell’Etruria e nell’essenza del suo paesaggio.


Generazioni di artisti hanno viaggiato in Italia sulle orme dei Romani, focalizzando lo sguardo sulla classicità del mondo antico. La cultura etrusca invece ha suscitato riscontro minore anche nella coscienza storica europea, come se l’ombra di una damnatio memoriae dei vincitori su questa civiltà fosse ancora viva. Mentre il nostro sguardo storico si concentra sui genocidi dei cesari e su delle civiltà basate su potere e dominazione, abbiamo dimentichiamo i dieci secoli di un popolo pacifico e di una civiltà in cui prevale il rapporto con il sacro, con il paesaggio come tempio di una Dea e in cui il rapporto con la terra è legato al mondo ctonio dei defunti.


La ricerca pittorica di Michael Franke riporta alla contemporaneità il genio di quel popolo arcaico, che in molti rispetti esprime concetti di armonia, che a noi possono sembrare all’avanguardia. La doppia natura del mondo, dove gli Dei inferi erano venerati quanto le divinità celesti e i defunti legati alla vita quanto i viventi alla morte, dove il ruolo della donna era equivalente a quello dell’uomo nella vita sociale e nel pantheon religioso degli Etruschi.


In un cammino a ritroso verso le origini i sui dipinti s’ispirano alle necropoli, ai dromos delle tombe etrusche, alle vie sepolcrali, alle tagliate e alle vie cave, opere scolpite nel corpo della Madre-terra.
La mostra vuole suscitare delle domande e chiedere se all’identità europea non manca l’eredità etrusca che rimane ancora tutta da riscoprire.